Il problema di Dio

“Dio non esiste” disse deciso il ragazzo fricchettone fuori dall’esame di psicologia sociale.
E in me montava una tale rabbia che chiesi per favore all’amica che stava con me di uscire fuori altrimenti litigavo.

A me non fregava e non frega ancora proprio niente di Dio. Anzi bestemmiavo parecchio. Solo che non sopportavo che uno studente di filosofia potesse dire una stronzata simile.
Che vuol dire “Dio non esiste”? Al massimo puoi chiederti “Che cosa significa Dio per me, per te, o per i cattolici o per gli induisti, o per i musulmani, o per il kabbalisti, o per i buddisti o per mia nonna o per mio figlio”. Ma dire “Dio non esiste” non significa niente. E’ come dire “l’addizione non esiste”, in che senso?

Dicendo che “Dio non esiste” dimostri di essere cattolico e dualista tanto quanto quelli che stai criticando. Questo esiste, quello non esiste. Io ho ragione, tu hai torto.

Cioè, se io chiamo la mia penna “Dio”, puoi dire che la mia penna non esiste? Magari si perché hai visto Matrix e allora va bene, ma almeno sappiamo di cosa stai parlando. E se io chiamo la Natura, l’universo, con il nome di Dio, ancora mi vuoi dire che non esiste? Può essere, magari perché puoi dirmi che tutto è un’illusione, allora possiamo arrivare alla conclusione che nulla esiste. E mi va benissimo. Ma se mi dici “Dio non esiste”, così a cazzo, non vuol dire niente e se vuoi andare contro la religione sei sulla strada sbagliata.

Una volta mi hanno bannato da un forum perché bestemmiavo. Forse perché credevano che Dio non esiste.

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